RIASSUNTI DELLE RELAZIONI

 

TEMPI E MODALITà DI INTERVENTO IN ETA’ PEDIATRICA

 

Giuseppe Marzo

 

 La prevenzione in ambito pedodontico inizia già  nel periodo prenatale e continua in tutta la fase di  crescita e sviluppo del piccolo paziente per evitare o  quantomeno ridurre la gravità di  patologie dentali in età adulta.

Gli interventi preventivi sono mirati all’alimentazione, all’igiene orale, alla valutazione circa la somministrazione di fluoro e all’eliminazione delle abitudini viziate ( ciuccio, suzione del dito, DPL e respirazione orale).

E’ possibile identificare, nella fase di crescita del piccolo paziente, 3 stadi di sviluppo:

I)                   comprende la fascia di età tra 0 e 3 anni;

II)                 comprende la fascia di età tra 4-6 anni;

III)              comprende la fascia di età tra 7-12 anni.

Nel primo stadio di sviluppo maggiore attenzione verrà prestata all’allattamento e all’eliminazione delle abitudini viziate.

Nella seconda fase (4-6 anni) è indicato effettuare una prima visita odontoiatrica in modo da responsabilizzare il piccolo paziente, istituire un corretto regime alimentare  ( evitare assunzione di piccole quantità di zucchero fuori pasto; preferire merende salate a quelle dolci),  istruire il bambino all’igiene orale.

In questa fase, in presenza di lesioni cariose a carico degli elementi decidui, si possono rendere necessarie terapie conservative che nei casi più gravi comprendono interventi di endopedodonzia.

Nella terza fase (7-12 anni) è indicato effettuare un primo controllo radiografico e  una valutazione ortodontica,  mirati ad intercettare e ad eliminare i fattori di rischio per l’insorgenza di malocclusioni e di patologie dentali in modo da consentire un armonico sviluppo delle strutture dento-basali.

In questo periodo di crescita si può intervenire, a seconda dei casi, sia da un punto di vista funzionale, eliminando le abitudini viziate e ripristinando, quindi, una corretta funzione, sia da un punto di vista chirurgico, andando a rimuovere gli ostacoli eventualmente presenti,come denti sovrannumerari o in anchilosi, per consentire una corretta eruzione dentale.

La prevenzione della carie in questa fase comprenderà, oltre alle normali manovre di igiene domiciliare, interventi professionali  come la sigillatura dei solchi e delle fessure.

E’ indispensabile, affinché si possa parlare di prevenzione, una intercettazione e una diagnosi precoce che non possono prescindere da una collaborazione tra il pedodontista e il pediatra.

 

 

    

 

 

 

La neo-collagenogenesi e la rigenerazione della matrice extracellulare con acido ialuronico e aminoacidi nella moderna odontoiatria

 

Gianfranco Favia

 

La possibilità di adoperare un farmaco topico che possa agire sulla neoproduzione di collagene e sulla rigenerazione della matrice extracellulare, favorendo ed accelerando i processi di guarigione delle ferite superficiali e profonde e quindi anche ossee, che possa ridurre la percentuale di complicanze infettive, che abbia anche effetti emostatici ed antiedemigeni, e che sia sterile, è sempre stata ricercata dagli odontoiatri.

 

 

    

 

Terapia chirurgica dei tumori del cavo orale con il laser

 

Alessandro Nisio

 

L’impiego clinico del laser in odontoiatria è sempre stato un argomento quanto mai controverso e nello stesso tempo affascinante. Sicuramente nel passato questa metodica ha pagato un duro contributo per una serie di motivi legati alla tecnologia, alla scarsa conoscenza sui parametri e sulle indicazioni cliniche, sul rapporto tra prezzo e reale utilità nell’odontoiatria. Piano piano però il mondo scientifico, i ricercatori, i clinici, hanno fatto quadrato sull’argomento, ponendo delle basi scientifiche di indiscusso livello e fornendo delle linee guida sulla reale efficacia, sulla metodica di utilizzo e sui parametri esatti della laserterapia, affinché si uniformino i giudizi e la validità della metodica.

In particolare il CO2 è uno dei laser più conosciuto e utilizzato in odontostomatologia avendo una forte affinità per la melanina e l’emoglobina, quindi un potente effetto di emostasi associato ad una delicata azione distruttiva nei confronti dei tessuti circostanti; è infatti un laser a basso grado di penetrazione, agendo soprattutto tramite vaporizzazione dei tessuti superficiali, quindi fondamentalmente usato in tutte le patologie dei tessuti molli che necessitano di chirurgia con basso grado di sanguinamento.